Galleria Fotografica

 [1]  2  3  4  5 Succ >> >|

Crisi finanziaria: Munari “Potenziare i Confidi e agire sugli studi di settore”. In Emilia-Romagna è nata Unifidi, la più grande cooperativa di garanzia italiana


Lapam - Erio_Luigi_Munari 31/10/08 – “I provvedimenti assunti finora dal Governo per fronteggiare la crisi finanziaria vanno nella direzione giusta. Ma i segnali di difficoltà che provengono dalle piccole imprese impongono altre misure in grado di garantire loro il necessario sostegno nell’accesso al credito e nei processi di investimento”.

Lo sostiene il Presidente Generale di Lapam Federimpresa, Erio Luigi Munari, che prosegue: “E' urgente un piano organico di interventi articolato su 3 fronti: rafforzare gli strumenti di garanzia pubblica al credito alle piccole e medie imprese; potenziare il sistema mutualistico dei Confidi dell’Artigianato; sostenere i processi di investimento e sviluppo.

Riteniamo indispensabile un rafforzamento del fondo patrimoniale dei Confidi: come Emilia-Romagna siamo protagonisti come Confartigianato, insieme a Cna, della nascita di Unifidi Emilia Romagna, il più grande consorzio fidi in Italia”.

Unifidi conta 65.000 imprese associate, è nato dalla fusione di 15 consorzi e cooperative di garanzia su tutto il territorio regionale, è attivo dal primo ottobre e nel 2007 ha garantito 13.500 finanziamenti, per un ammontare di 845 milioni di euro; a Modena ha provvisoriamente sede presso Lapam Federimpresa.

“Per agevolare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese – prosegue Munari - sollecitiamo l’attivazione di un Fondo di riassicurazione delle operazioni di credito proprio attraverso l’assistenza della garanzia del sistema dei Confidi. E' altresì necessario uno strumento a favore di progetti di investimento e sviluppo delle imprese che, da un lato, garantisca le banche per il credito erogato, e, dall’altro, sostenga direttamente le imprese con contributi in conto interessi”.

Per fronteggiare la crisi che investe le piccole imprese, sono anche indispensabili interventi in ambito fiscale:

“Penso in particolare – aggiunge il Presidente Munari - agli studi di settore: occorre rimarcare che l'attuale situazione economica di sostanziale recessione, con propettive di peggioramento, può provocare distorsioni in sede di applicazione degli studi di settore, con particolare riferimento ai soggetti che lavorano in modo consistente con le scorte di magazzino.

E' urgente che l'Amministrazione finanziaria introduca dei correttivi negli studi di settore per il 2008, al fine di tener conto sia dell'aumento del costo delle materie prime che dell'attuale situazione di sostanziale recessione”.

Altre misure auspicate dall'Associazione sono il rinvio del versamento dell’Iva solo all’incasso della fattura (facendo pressioni sulla Comunità Europea perchè consenta questo provvedimento); adeguati meccanismi di compensazione dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione; sgravi fiscali sia per favorire una riduzione dell'onere che grava sui risultati di gestione, sia per sostenere gli apporti di capitale; incremento della deducibilità degli interessi passivi con una percentuale in funzione al reddito dell’impresa, premiando così le imprese che realizzano investimenti.

Munari conclude: “E' davvero necessario e urgente regolamentare il mercato, per consentire di avere rapporti certi sia con l'amministrazione finanziaria che con la committenza. Gli imprenditori, specie quelli che lavorano in aziende di piccole e medie dimensioni, devono essere tutelati anche sotto il profilo normativo, per evitare di vedere vanificati i loro sforzi”.
(Autore: Paolo Seghedoni)



"La crisi finanziaria e le sue ricadute sul territorio"


Lapam - Invito_convegno_20nov08 12/11/08 – La crisi finanziaria e le sue ricadute sul territorio è il titolo di un importante convegno che si terrà giovedì 20 novembre presso la Sede Centrale di Lapam Federimpresa.

L’Associazione approfondirà le caratteristiche ed i fattori di questo difficile momento finanziario ed economico riflettendo insieme ad alcuni ospiti: il professor Franco Mosconi, docente di Economia e Istituzioni Europee all’Università di Parma, il Vice Direttore Generale del Gruppo Bper, Luigi Odorici, il Presidente Regionale Unifidi, Sergio Capatti.

Il Presidente Generale di Lapam Federimpresa, Erio Luigi Munari e il Presidente della Provincia di Modena, Emilio Sabattini, interverranno in apertura del dibattito, che sarà moderato da Beppe Boni, Capo della Redazione modenese del Resto del Carlino.

Le conclusioni saranno curate dal Segretario Generale di Lapam Federimpresa, Carlo Alberto Rossi.

Nel corso della serata, inoltre, verranno presentate le risultanze di un questionario proposto a numerose imprese associate sul tema della crisi finanziaria.
(Autore: Paolo Seghedoni)

Allegati:



Export, aggregazione di imprese, consorzi fidi e meno tasse: la 'ricetta anticrisi' del convegno Lapam Federimpresa sull'impatto della crisi finanziaria sulla economia reale


Lapam - Erio_Luigi_Munari 24/11/08 – Puntare sull'internazionalizzazione, promuovere reti e aggregazioni d'impresa, potenziare i consorzi fidi, diminuire la pressione fiscale e intervenire sugli studi di settore.

Sono questi i punti principali emersi dal convegno Lapam 'La crisi finanziaria e le sue ricadute sul territorio', che giovedì sera ha coinvolto oltre cento imprenditori dell'associazione. E che il tema sia delicato, oltre che dalla presenza, è testimoniato dal gran numero di interventi nel corso del dibattito.

I lavori sono stati aperti da Erio Luigi Munari, Presidente Lapam: “I risultati del sondaggio che abbiamo svolto nei giorni scorsi non lasciano dubbi, la preoccupazione è fondata e anche il nostro territorio soffre.

Chiediamo interventi per l'accesso al credito e di natura fiscale: la revisione complessiva degli studi di settore, il differimento del pagamento dell'Iva al momento dell'incasso, nonché la compensazione dei crediti vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione con i debiti tributari delle imprese.

Confidiamo che, nei prossimi giorni, la manovra antirecessione annunciata dal Governo contenga queste ed altre misure di sostegno per l'economia e per le famiglie”.

A seguire il Presidente della Provincia, Emilio Sabattini, ha portato il saluto delle istituzioni, ricordando che “tutti devono fare di più, la situazione è difficile e nessuno può tirarsi indietro”.

Poi la tavola rotonda con Luigi Odorici, Vice Direttore del Gruppo Bper, col professor Franco Mosconi economista e docente all'Università di Parma, con Sergio Capatti, Presidente regionale Unifidi.

Odorici. “Usciamo subito dagli equivoci: il 97% dei nostri clienti sono piccole o medie imprese, faremo quindi tutto il possibile per aiutare la nostra clientela di sempre. Sappiamo bene che dobbiamo fare la nostra parte, le preoccupazioni non mancano e che ci siano rapporti non semplici con le banche è un fatto. Ma se la banca è vista come il farmacista, l'associazione è un po' il medico di famiglia di cui ci si fida. Ecco perchè chiediamo a voi, come associazione, di far capire che avere fondamentali corretti è determinante, soprattutto alla luce di Basilea 2. Bisogna aprire le aziende ai mercato globali, combattendo il 'nanismo': per questo Unifidi, il consorzio fidi regionale che avete costituito, è molto importante”.

Mosconi. “L'Emilia-Romagna è una regione locomotiva anche perchè ha saputo mantenere il manifatturiero anche quando tutti dicevano di dismettere le produzioni, e i dati sono ottimi specie nei confronti dell'export, Modena in questa regione è la provincia che esporta di più. Ma la crisi finanziaria è uno sconquasso vero, e si sta ripercuotendo sull'economia reale. In Europa, ci dicono i dati, cala la produzione industriale e soprattutto sta calando la fiducia. E, a ben vedere, anche nel nostro territorio già dal secondo trimestre del 2007 era chiaro che le imprese piccolissime (tra 1 e 9 dipendenti) stavano soffrendo. I dati Unioncamere danno i fondamentali di queste imprese in calo ormai da oltre un anno, la crisi finanziaria ha semplicemente accelerato il processo. Il problema è che le aziende piccolissime vanno poco all'estero e sono maggiormente dipendenti dalla domanda interna, che già da tempo accusa flessioni. Allora quali soluzioni: intanto la crescita dimensionale non è impossibile, anche attraverso aggregazioni e reti d'impresa che come Lapam avete già cominciato a realizzare, e poi esplorare i mercati esteri. L'Est Europa e il cosiddetto 'Bric' (Brasile, Russia, Cina e India), certo, ma anche la sponda sud del Mediterraneo che è a noi molto vicina e che può diventare un mercato molto importante. Ma il percorso di crescita va aiutato dal sistema finanziario. Molte imprese scompariranno, ma la nostra regione può giocare un ruolo importante in un mercato europeo che guarda anche a Sud”.

Capatti. “E' necessario aiutare le famiglie, le imprese, le banche, ma la coperta è corta: da chi iniziare? Il premier ha detto dalle famiglie, ma da recenti sondaggi emerge che le famiglie se avessero disponibilità maggiori, le metterebbero nel risparmio e non per far ripartire i consumi. In Italia, però, abbiamo 5 milioni di imprese, nella nostra regione un imprenditore ogni 6 persone. Questo cosa significa? Che aiutare le imprese significa di fatto aiutare le famiglie, perchè ciascuno ha un parente che fa un lavoro autonomo. E i consorzi fidi, che sono una strada tutta italiana nella garanzia del credito, hanno una grande tradizione e non superano l'1-2% di insolvenze. La costituzione di Unifidi in Emilia-Romagna, il più grande consorzio fidi in Italia, è una risposta concreta che diamo alle imprese”.

Le conclusioni del Segretario Carlo Alberto Rossi sono state in particolare indirizzate al versante fiscale, anche in virtù delle tante domande in materia da parte degli intervenuti: “Ci aspettiamo un'attenzione particolare da parte della Pubblica Amministrazione. È iniziato in questi giorni il confronto sui bilanci di previsione e, pur capendo i vincoli e le ristrettezze in cui si muovono, stiamo fornendo elementi conoscitivi agli amministratori locali, affinché si vada verso una razionalizzazione ed una riduzione della spesa pubblica. Non è pensabile, in una situazione di crisi come questa, sentire parlare di ‘leggeri adeguamenti’ o di aumenti di qualsiasi genere per tasse e tariffe, in particolare a carico delle imprese. Stesso discorso, ovviamente, vale per il Governo: la pressione fiscale è e resta troppo alta, spesso insostenibile, e occorre intervenire urgentemente sugli studi di settore”.
(Autore: Paolo Seghedoni)

Luigi_Odorici



Occupazione, segno meno a ottobre: per la prima volta soffre il settore meccanico


Lapam - Erio Luigi Munari 02/01/09 – La scalino che fa calare l'occupazione nella nostra provincia, per la prima volta dopo molti anni, è causato dal segno meno nella meccanica.

I dati del centro studi Lapam, confermano quanto rilevato nel terzo trimestre 2008 dagli indicatori riferiti agli ordinativi di settore, tutti negativi, da parte della Camera di Commercio di Modena.

L'occupazione provinciale a ottobre 2008 su settembre dello stesso anno cala dello 0.1%, l'occupazione nella meccanica scende invece dello 0,7%.

Il campione utilizzato è senza dubbio ampio, si tratta infatti di 759 aziende per un totale di 7.600 occupati e il calo è generalizzato.

Andando nel dettaglio per tipologia di contratto applicato, nella meccanica 'Artigiani' (501 aziende monitorate per 2.400 occupati) il calo è dell'1,1%; nella meccanica 'Confapi' (153 imprese monitorate per 2.500 occupati) il calo è dello 0,9%, nella meccanica 'Industria' (105 imprese monitorate per 2.700 occupati) il calo registrato è dello 0,1%.

Tra settembre e ottobre, quindi, a fronte di una situazione di sostanziale stabilità occupazionale secondo i nostri dati negli altri settori, il saldo negativo lo fa registrare la meccanica, in particolare con un calo di occupati maschi, altra evidenza assolutamente nuova.

Il calo maggiore registrato nelle aziende che applicano il contratto artigiano (e quindi in quelle di minori dimensioni) si spiega con la difficoltà della subfornitura, immediatamente riscontrabili, a fronte di una per ora migliore tenuta delle imprese più grandi.

Questo gradino, tra l'altro, non è un dato ciclico: analizzando lo stesso campione sia nel 2006 che nel 2007 il livello occupazionale non era cambiato tra settembre e ottobre/novembre. In pratica per la prima volta da anni la meccanica, una delle grandi locomotive del sistema Modena che aveva superato pressocchè indenne gli ultimi cinque anni, registra una battuta d'arresto sotto il profilo degli occupati.

“Questi dati – spiega il Presidente Lapam, Erio Luigi Munari – confermano le preoccupazioni che avevamo già rilevato nel sondaggio che abbiamo realizzato circa un mese fa e nel convegno che ne è seguito.

In quell'occasione avevamo registrato dall'80% del campione un riscontro negativo sugli ordini e sul fatturato e dal 73% difficoltà nella riscossione dei crediti.

Il dato sull'occupazione, e in particolare sulla meccanica che da tempo è il fiore all'occhiello del sistema Modena, è senza dubbio ancor più preoccupante.

La tenuta dei livelli di occupazione è determinante non solo per la crescita economica, ma per la tenuta dello stessa tessuto sociale.

Come imprenditori stiamo facendo la nostra parte – conclude Munari – aspettiamo che Governo ed enti locali, che devono intervenire per sostenere l'impresa, facciano altrettanto”.
(Autore: Paolo Seghedoni)



 [1]  2  3  4  5 Succ >> >|