Burocrazia: le imprese sacrificano 36 giorni l’anno alla burocrazia fiscale


Lapam - burocrazia 01/03/12 –

“Oltre al peso delle tasse, gli imprenditori devono sopportare anche le complessità burocratiche per pagarle. E' uno dei troppi paradossi del nostro Paese e a Modena le cose non vanno meglio che altrove”.

 

Erio Luigi Munari, presidente Lapam, commenta i dati di una ricerca Confartigianato Lapam che spiegano come, in Italia, il mostro della burocrazia fiscale sia più che mai prolifico e feroce.

 

Confartigianato Lapam ha calcolato che dal 2008 ad oggi sono state emanate ben 189 norme che hanno complicato la gestione fiscale delle aziende, una ogni sette giorni.

 

Soltanto 33, invece, le nuove leggi che l’hanno semplificata e 75 quelle a impatto zero.

 

“Qualche mese fa – prosegue il presidente Lapam – abbiamo incontrato imprenditori e amministratori locali e quello della burocrazia era uno dei temi 'caldi': siamo in attesa di risposte certe in termini di regole che, finalmente, portino una reale semplificazione per le nostre imprese una semplificazione che comporterebbe un aumento della competitività,una semplificazione che comporterebbe un aumento della competitività.

 

Altrimenti la politica di semplificazione rischia di diventare una 'tela di Penelope': per 1 norma che semplifica ne vengono emanate 6 che complicano la vita agli imprenditori”.

 

In particolare, Confartigianato Lapam ha esaminato 18 provvedimenti - 15 decreti legge e 3 leggi finanziarie– varati tra il 29 aprile 2008 e il 26 gennaio 2012che contengono complessivamente 297 modifiche di carattere fiscale.

 

Di queste solo l'11,1% riducono il carico burocratico per le imprese, il 25,3% sono neutre, il 42,8% presenta un modesto impatto dal punto di vista burocratico, il 14,5% un impatto medio e il 6,4% inasprisce fortemente il carico di burocrazia fiscale sulle imprese.

 

In base all’indice di complicazione di ciascuna normativa, tra il 2009 e il 2011 la pressione 'burocratica' fiscale sulle imprese è aumentata del 51%.

 

Non c’è da stupirsi quindi se, per adempiere ad appena tre procedure fiscali, gli imprenditori sono costretti a bruciare ogni anno quasi 3 miliardi di euro.

 

Tante complicazioni costringono gli imprenditori a sacrificare gran parte del loro tempo per districarsi nelle pastoie connesse agli adempimenti tributari: sono necessarie almeno 285 ore l’anno, equivalenti a circa 36 giorni lavorativi.

 

Un record negativo tra i Paesi dell’Ocse dove gli imprenditori impiegano in media 186 ore per rispettare il loro dovere di contribuenti. In Italia, quindi, il tempo necessario per pagare le imposte è superiore del 53,2% rispetto alla media Ocse.

 

“Mi auguro – sottolinea Munari – che i provvedimenti che il Governo sta per varare,nell'auspicata fase di crescita per le Pmi che restano legate al territorio come dice lo Statuto delle Imprese,contribuiscano a sfrondare la giungla di burocrazia in cui sono costretti a dibattersi i nostri imprenditori”.


(Autore: Paolo Seghedoni)