Turismo: crollo in Appennino, gli studi di settore sono da rivedere


03/01/12 –

E' davvero il caso di dire che piove sul bagnato.

 

La pioggia di questi giorni, che sta facendo sciogliere anche la poca neve scesa giorni fa, è l'emblema di un inverno davvero disastroso per il turismo sul nostro Appennino.

 

Da Sestola a Fanano, da Lama a Pievepelago, da Fiumalbo a Riolunato, le località modenesi che fanno del turismo legato alla neve il loro fiore all'occhiello sono in ginocchio.

 

Il meteo, certamente, è stato molto negativo, ma a questo dato occorre aggiungerne altri altrettanto critici: la fiducia dei cittadini è ai minimi storici e molti hanno preferito rinviare le vacanze a tempi migliori o, se sono saliti per una sciata e per qualche giorno di relax, hanno tenuto sotto stretto controllo il portafogli.

 

Da una indagine curata dalla Lapam della Zona del Frignano si evidenzia un calo negli alberghi va dal 30 al 50% rispetto allo scorso anno, un vero e proprio crollo, stesso discorso con punte addirittura più alte per gli affitti.

 

Tengono appena meglio le seconde case, ma venendo ai consumi è profondo rosso: i negozi hanno venduto pochissimo e nei ristoranti si è assistito a cenoni quasi deserti, con meno della metà dei coperti occupati.

 

Ha avuto i ristoranti pieni per il 31 dicembre solo chi ha scelto di non fare il classico cenone, come le pizzerie o chi ha mantenuto la carta, con una spesa media di 20/25 euro per persona.

 

Le piste da sci si sono riempite solo a Capodanno, ma per il resto la situazione è davvero molto critica: la montagna modenese uscirà con le ossa rotte da questo inverno, considerando che le vacanze di Natale corrispondono a una percentuale molto importante dell'intero incasso stagionale.

 

Pochi anche i turisti 'mordi e fuggi', da uno o due giorni e il fatto che la situazione sia molto negativa sulle Alpi non strappa naturalmente nessun sorriso agli esercenti e agli albergatori della nostra montagna.

 

La proposta Lapam è di tenere conto di questa situazione di crisi eccezionale in sede di studi di settore: a peggiorare ulteriormente le cose c'è il fatto che quest'anno (ponte dell'Epifania a parte) le feste sono venute di sabato e domenica e hanno scoraggiato ulteriormente le presenze.

 

E' evidente che gli studi di settore dovranno essere rivisti tenendo conto delle condizioni atmosferiche e del calo importante dei turisti.


(Autore: Paolo Seghedoni)